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Executive Master in Circular Economy Energy and Waste Management, LUISS Roma PDF Stampa E-mail
Mercoledì 28 Giugno 2017 08:52

Prende il via a fine Ottobre 2017 il primo Executive Master in Circular Economy Energy and Waste Management organizzato dalla L.U.I.S.S.

 

Il Master universitario di II livello prepara professionisti in grado di operare nei mercati della gestione dei prodotti a fine vita, dell’avvio a riciclo, delle materie prime seconde, del risparmio energetico, della mobilità sostenibile, nella realizzazione di progetti di simbiosi industriale. Con taglio fortemente operativo, è organizzato con il diretto supporto di protagonisti pubblici e privati della circular economy, con una faculty costituita in larga parte da professionisti, manager e imprenditori con esperienza in questo ambito.

 

Il Master ha durata complessiva di 11 mesi durante i quali si alterneranno incontri, seminari, laboratori e altre metodologie didattiche innovative.

Maggiori informazioni sul Master sono reperibili qui

 

MR 6/2017

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Giugno 2017 08:56
 
Sfalci verdi e potature: comunicato stampa congiunto CIC, UTILITALIA e FISE Assoambiente PDF Stampa E-mail
Venerdì 16 Giugno 2017 13:04

 

Rifiuti: evitare una nuova procedura d’infrazione è possibile e doveroso

 

Roma 15 giugno 2017 - La filiera industriale della gestione di rifiuti invita a cogliere l’occasione della Legge europea 2017 per rispettare il monito della Commissione europea ed evitare il rischio concreto di un’ennesima procedura d’infrazione.

Il CIC (Consorzio Italiano Compostatori), UTILITALIA  e FISE Assoambiente (Associazioni delle imprese dei servizi ambientali) si rivolgono alla Camera dei Deputati, dove in questi giorni le Commissioni stanno lavorando al testo del disegno di legge recante disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2017 (AC. 4505).

Questa legge è l’occasione per sanare la frattura creata con la normativa europea dall’art. 41 della legge 28 luglio 2016 n. 154 (c.d. “Collegato Agricolo”) che ha fatto uscire dal campo di applicazione della disciplina sui rifiuti, “sfalci e potature” provenienti dalla manutenzione del verde urbano.

In seguito all’approvazione del “Collegato Agricolo” la Commissione europea ha ribadito (IT-E-008519/2016) che la direttiva 2008/98/CE include nella definizione di rifiuto organico anche gli sfalci e le potature di giardini e parchi, impegnandosi peraltro a sollevare la questione con le autorità italiane, con cui è stato aperto un percorso di carattere precontenzioso che, se non corretto per tempo, porterà inevitabilmente alla procedura d’infrazione.

Risposta di K. Vella a nome della Commissione europea all’interrogazione parlamentare E-008519-16: Ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, della direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti (di seguito "la direttiva"), la definizione di "rifiuto organico" include i rifiuti biodegradabili di giardini e parchi. La Commissione ritiene che gli sfalci e le potature rientrino in tale definizione se provengono da giardini e parchi e pertanto dovrebbero essere oggetto di una corretta gestione dei rifiuti, in linea con gli obiettivi di cui all'articolo 4 e all'articolo 13 della direttiva. L'assenza di un controllo adeguato ed efficace su questo tipo di rifiuti sarebbe in contrasto con le disposizioni della direttiva. La Commissione solleverà la questione con le Autorità italiane competenti

Si ritiene assurdo che l’Italia continui a cumulare procedure d’infrazione, soprattutto a causa di modifiche a norme che garantivano la tutela della salute e dell’ambiente.

UTILITALIA, CIC e FISE Assoambiente invitano quindi il Parlamento a sfruttare l’occasione della Legge europea 2017 per riallineare la normativa nazionale in materia di “sfalci e potature” alle indicazioni della direttiva 98/2008/CE.

Una volta ricomposta la frattura e scongiurato il rischio di infrazione, UTILITALIA, CIC e FISE Assoambiente si rendono disponibili ad aprire un tavolo di concertazione con tutti i soggetti della filiera (autorità locali, associazioni imprenditoriali e operatori del settore) al fine di trovare soluzioni condivise per garantire sia gli interessi di tutte le parti che la tutela della salute e dell’ambiente nel rispetto della legislazione europea.

Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Giugno 2017 13:05
 
Trump e l’Accordo di Parigi: alcune reazioni in Italia e all'Estero PDF Stampa E-mail
Lunedì 05 Giugno 2017 07:55

Trump e l’Accordo di Parigi: alcune reazioni dall'Italia e dal Mondo

 

Le recenti dichiarazioni del Presidente Americano Donald Trump circa l'intenzione degli USA di non volere rispettare gli accordi sul Clima di Parigi Cop 21 (ecco i punti principali dell'accordo) sottoscritto a Dicembre 2015 da 195 Paesi hanno suscitato una reazione preoccupata in tutto il Mondo.

 

Ecco alcune considerazioni dall'Italia, predisposte dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile mentre a livello Internazionale è netta la presa di posizione di ISWA International, l'Associazione Mondiale per la gestione sostenibile dei Rifiuti Solidi Urbani. Il CIC collabora e supporta le attività sia della FSS che di ISWA.

 

Il recupero della sotanza organica (del biowaste) mediante compostaggio e biogas consente di portare carbonio nei suoli e in questo modo il compost agisce come "trappola di carbonio", un contributo concreto per la riduzione delle emissioni di gas serra quali la CO2. Il CIC ha calcolato che grazie a 25 anni di raccolta differenziata e di compostaggio in Italia sono state prodotte più di 23,5 milioni di tonnellate di Compost; quindi la filiera del compostaggio dal 2002 ad oggi ha contributo a stoccare nel terreno oltre 7 milioni di tonnellate di Sostanza organica, un contributo concreto della Green Economy Italiana agli obiettivi della COP21.

 

Se vuoi saperne di più su 25 anni di compostaggio e produzione di biogas dal biowaste in Italia clikka qui.

 

MR, Giugno 2017

Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Giugno 2017 08:00
 
PREMIO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE PDF Stampa E-mail
Martedì 30 Maggio 2017 13:33

La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, in collaborazione con Ecomondo, organizza anche per il 2017 il Premio per lo Sviluppo Sostenibile, che ha avuto nelle ottave edizioni precedenti l'adesione del Presidente della Repubblica, richiesta anche per quest'anno. 

Il Premio ha lo scopo di promuovere le buone pratiche e le migliori tecniche delle imprese italiane che raggiungano rilevanti risultati ambientali, con iniziative innovative, buone possibilità di diffusione e positivi risultati economici e occupazionali.

30 fra le imprese partecipanti verranno segnalate con una targa di riconoscimento e, fra queste, tre verranno premiate con il "Primo Premio per lo sviluppo sostenibile 2017" per il rispettivo settore.

Per l’anno 2017 il Premio riguarderà imprese dei seguenti settori:

• Economia circolare

• Tutela e gestione delle acque

• Mobilità sostenibile

Il sito dedicato al Premio - premiosvilupposostenibile.org - contiene la scheda di partecipazione, il Regolamento e raccoglie tutte le edizioni precedenti.

La partecipazione al Premio è gratuita, basta compilare la scheda disponibile sul sito del Premio al link seguente |link scheda|, inviandoci una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , entro il giorno 30 Giugno 2017.

La premiazione avverrà a Rimini, nella hall centrale della Fiera, in occasione di Ecomondo (9 novembre 2017).

 

Ultimo aggiornamento Martedì 30 Maggio 2017 13:35
 
CIC - Rapporto Annuale 2017 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 24 Maggio 2017 00:00

Autori: Massimo Centemero, Marco Ricci, Jenny Campagnol, Alberto Confalonieri, Michele Giavini,

Vera Brambilla, Gianluca Longu, Dario dell’Anna, Simone Giudici


Testo scritto tra Febbraio e Marzo 2017 e pubblicato in Maggio 2017

 

Il rapporto può essere scaricato compilando il FORM a questo link

 

Il Rapporto Rifiuti Organici del CIC sul recupero delle frazioni organiche, conferma la crescita del settore


Aumenta ancora la raccolta dell'organico. Con una crescita media nell’ultimo decennio di quasi il 10% l’anno, lo scarto organico si consolida come la componente principale dei rifiuti urbani raccolti in Italia, attestandosi al 43% nel 2015.

Su un totale di 14 milioni di tonnellate di rifiuti urbani differenziati nel Paese, la raccolta della frazione organica (umido e scarto verde) è stata di 6,1 milioni. Superata per la prima volta la soglia di 100kg per abitante raccolti in maniera differenziata.

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Ogni anno pubblichiamo il nostro Rapporto Associativo, il resoconto di un anno di attività che riporta dati, grafici, tabelle e informazioni utili per comprendere non solo le azioni compiute ma anche per verificare la crescita di un intero settore. Questa edizione del Rapporto associativo la possiamo considerare un’edizione speciale perché cade nel venticinquesimo anno di attività del Consorzio Italiano Compostatori. Sarà quindi un’edizione particolarmente corposa con accenni al passato, un dettaglio sul presente e alcuni spunti sul futuro. Sono passati 25 anni dal giorno in cui alcuni imprenditori, veri e propri pionieri del settore, si sono trovati per iniziare un percorso non solo imprenditoriale ma anche strategico, comune e condiviso.


Alla luce di quanto avvenuto negli anni successivi questa impostazione si è rivelata vincente...un Consorzio, un Comitato Tecnico, la creazione di due categorie di Consorziati: i Soci Ordinari e i Soci Aderenti. E, cosa veramente innovativa, uno spazio ai Soci Generali di Categoria che rappresentano associazioni di aziende pubbliche e private di servizi nel campo dei rifiuti organici.


L’impostazione originaria è rimasta più o meno la stessa con una forte connotazione tecnica ed operativa; il CIC ha sempre approfondito, alcune volte anche anticipando gli eventi, alcune tematiche innovative. Pensiamo agli studi che hanno portato alla scelta di trattare solo matrici selezionate. Un compost di qualità si costruisce solo con matrici di qualità. Sono cambiate molte situazioni al contorno, pensiamo alla crescita degli anni ’90, pensiamo alle normative, pensiamo alla recente e purtroppo ancora incipiente crisi economica. Ma il CIC ha mantenuto la coerenza strategica di pensare e lavorare per costruire un sistema basato sulla qualità: la qualità delle matrici trattate, la qualità delle raccolte differenziate, la qualità degli impatti, la qualità dei presidi, la qualità dei fertilizzanti prodotti.


Come si evince dalle descrizioni dettagliate contenute nel report, il settore è ormai molto ampio, articolato e rappresenta la filiera quantitativamente più importante tra le filiere dei rifiuti urbani in Italia. Alla mera produzione di compost si sono affiancate imprese che producono biogas e substrati di coltivazione senza dimenticare il valore delle aziende rappresentate dai Soci Aderenti che presentano continuamente innovazioni tecnologiche, nuovi materiali, nuove tendenze produttive.


Siamo certi che il settore possa ancora crescere e pensiamo che le aziende del CIC possano contribuire alla strategia di gestione complessiva dei rifiuti in Italia. Possiamo riassumere tutto questo con un solo numero: in questi anni sono passati dal settore del biowaste 65 milioni di tonnellate di scarti organici, rifiuti che non hanno preso la via della discarica.


Ci auguriamo che qualcuno dei cosiddetti policy maker prenda coscienza non solo della nostra esistenza ma soprattutto di quanto sia strategico il settore del biowaste per le politiche ambientali, per le dinamiche imprenditoriali e per l’innovazione tecnologica che c’è dietro ogni azienda del Consorzio Italiano Compostatori.


Per il Consorzio Italiano Compostatori,
Il Presidente con i membri del CDA
Il Coordinatore con tutti i membri del Comitato Tecnico Il Direttore con tutto il suo staff operativo

 

Si ringraziano:

Ultimo aggiornamento Martedì 30 Maggio 2017 15:46
 
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