DOMANDE FREQUENTI


Vorrei sapere in che fase del processo il rifiuto diviene materia prima. Devo considerare ancora rifiuto il materiale che è già entrato in maturazione primaria? Il rifiuto per non essere più tale deve aver completato tutto il ciclo di lavorazione o basta che sia già entrato nel ciclo produttivo?

La configurazione merceologica e normativa di un "materiale" sottoposto a trattamento (nello specifico delle biomasse che diventano compost) credo sia abbastanza chiara: o rifiuto o prodotto. Dato che il prodotto compost è descritto nelle singole autorizzazioni al trattamento e legittimato dalla legge n.748/84 e succ. mod (cfr. Decreto 27 marzo 1998) tutto ciò che non è ancora compost deve per forza essere classificato come rifiuto.
Non conosco il caso specifico ma prima di tutto bisogna far riferimento alle autorizzazioni al trattamento: se nell'autorizzazione viene descritto come prodotto il materiale sottoposto a trattamento per x giorni è chiaro che prima fino a quel momento si "gestisce" un rifiuto.
All'estero esiste la definizione di COMPOST FRESCO (Paesi bassi, Germania) in Italia questa definizione non ha mai preso corpo e quindi il compost è da intendersi il prodotto della duplice fase stabilizzazione & maturazione.


Vorrei sapere se, ammettendo che si riesca a produrre un compost di qualità, ovvero che rispetta i limiti L. 748/84, a partire da fanghi civili in composizione > 35% sul secco della miscela di partenza e non beneficiando delle procedure semplificate di cui al DM 05/02/98, c'è qualche legge che mi impedisce di realizzare un impianto di compostaggio che tratta miscele con più del 35 % in peso di fanghi sul secco?

Sia per le procedure semplificate (di cui al DM 05.02.98) che per L. n. 748/84 (DM 27.03.98) non si possono impiegare più del 35% di Fanghi Civili espressi come sostanza secca.
Infatti nelle note relative all'Ammendante Compostato MIsto la L. n. 748/84 (DM 27.03.98) recita:
"I fanghi, tranne quelli agroindustriali, non possono superare il 35% (P/P) della miscela iniziale".
Per i fanghi agroindustriali, fanghi che mediamente hanno un contenuto minore in metalli pesanti, esiste la limitazione di cui al DM 5.2.98 (dove non si distinguono i fanghi civili da qualli agroindutriali), limitazione non espressamente citata nelle L. n. 748/84."


E' possibile utilizzare le alghe spiaggiate in particolare i resti di poseidonia per ilo compost? e in quale percentuale?

Se si vuole produrre Ammendante Compostato la risposta è NO!
Ma va articolata meglio...Le alghe e le piante marine (tra cui la Posidonia oceanica) sono chiaramente (essendo residui carboniosi) compostabili dal punto di vista strettamente biologico. In Italia però la legge che regolamente la commercializzazione del compost (n.748/84) recita: "nella produzione di compost non sono ammesse alghe e piante marine".


Il nostro Hotel possiede circa 20.000 m di parco che tutti gli anni e soggetto a potature e sistemazioni di vari genere. Ad oggi tutte i nostri residui vegetali vanno a finire in discarica. Vorrei sapere se con solamente materiali di origine vegetale (potatute di piante e siepi, sfalci di erba ed alro) opportunamente triturate è possibile produrre del compost e, in caso di risposta positiva, a quale normativa mi devo rivolgere?

Sicuramente con gli scarti prodotti dalla Vostra struttura alberghiera è possibile produrre compost; da quanto da Voi indicato la vostra produzione di scarti compostabili è stimabile in c.a. 20 tonnellate annue, che per essere compostate devono essere triturate, messe in 2 cumuli (es. uno a primavera e uno in autunno) trapezoidali e coperti con telo di goretex o altro materiale (per evitare impatti visivioe odorigeni) e lasciati a maturare fino alla potatura successiva. Il cumulo sarà quindi smantellato ogni sei mesi e potrete utilizzare quanto residua (il compost) per concimare le aiuole e ele altre aree verdi.
Dovrete comunque verificare in provincia gli aspetti amministrativi, ovvero se tale attività è considerabile come attività agricola, o procedura semplificata ai sensi del dlgs 22/97.


Abbiamo una azienda agrozootecnica che produce e macella conigli e che produce e commercializza agricoltura biologica. Da sempre facciamo cumuli di letame che dopo un periodo di maturazione e arieggiamento vengono usati nelle coltivazioni, con ottimi risultati. Vorremmo studiare dunque un processo di compostaggio che ci permetta di utilizzare i nostri scarti insieme alle deiezioni dell'allevamento nonchè a tutti i residui organici dell'azienda.

Da pochi giorni è stata pubblicato il regolamento europeo per sottoprodotti di origine animale. Nel testo, da attenta lettura, si possono trovare anche le possibilità di compostare gli scarti di origine animale così come da voi indicato. Chiaramente si tratta di seguire le norme che, nel nuovo REGOLAMENTO (CE) N. 1774/2002 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 3 ottobre 2002 recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano, sono abbastanza rigorose e chiare, che vi consiglio di leggere attentamente al fine di trovare la soluzione più conveniente e funzionale.


Quali siano le migliori soluzioni impiantistiche per attivare un centro di compostaggio intercomunale di vallata?

E' veramente molto difficile dire quali siano le migliori tecnologie disponibili sul mercato per operare un comopostaggio di qualità.
La cosa certa è che sistono delle tecnologie che possono fare al vostro caso e tra i ns. soci soci vi sono numerose aziende che costruiscono impianti. Consigliamo di verificare tra i ns. soci la disponibilità a soddisfare le vs. esigenze anche se un contatto dovrebbe essere preceduto da una serie di informazioni quali-quantitative quali:
1. che tipo di scarto organico andrete a trattare?
2. solo scarto alimentare e vegetale da raccolta differenziata
3. quanti sono gli abiatnti coinvolti?
4. serve una quantificazione dei quantitativi da trattare
5. dove andrete a localizzare l'impianto? in aziende agricole, in aree isolate, o altro?


Nell'ambito delle azioni previste dal Piano di Sviluppo Rurale, avrei necessità di conoscere qual è il prezzo medio di commercializzazione di un compost di qualità, al fine di fare una valutazione corretta.
Inoltre vorrei sapere quali analisi sui terreni agricoli sono consigliate prima degli spargimenti di compost e un'indicazione del loro costo.

Il prezzo medio del compost varia in funzione di diversi fattori:
1. provenienza
2. costi di trasporto
3. settore d'impiego
4. qualità compost
5. quantitativi commercializzati
6. prodotto confezionato o sfuso, ecc.

I prezzi sono comunque variabili da 5 Euro fino a 30 Euro/tonnellata.
Mi sembra di capire che il compost richiesto per i PSR sia destinato al pieno campo; se per colture estensive potrebbe assumere un prezzo di 5-10 Euro/t che è un prezzo oggi riscontrato per compost destinato ad aziende senza allevamento che reintegrano periodicamente la sostanza organica dei suoli.


Vorremmo sapere dove sono acquistabili zeoliti e diatomee per utilizzo industriale (min. 1 tonnellata).

Si dovrebbe rivolgere ad aziende che producono terricci per florovivaismo che, in alcuni casi,acquistano zeoliti da miscelare a torbe ed altro per costituire il substrato per colture in vaso.


E'possibile aggiungere, all'inizio del compostaggio, dell'urea quale integrazione di azoto in matrici vegetali (scarti agro-alimentari)?

Sì, l'azoto può essere aggiunto e può contribuire a migliorare il processo per matrici lignocellulosiche con elevato C/N.
Ci sono alcune considerazioni da fare:
1. l'azoto aggiunto viene in gran parte mineralizzato e quindi serve per migliorare il processo ma è di scarsa utilità per arricchire il compost finale;
2. dal punto di vista legislativo ci sono alcuni problemi perchè non è ammessa l'aggiunta di concime (azoto ureico appunto) ad un ammendante;
3. generalmente il processo con matrici lignocellulosiche (ergo, compostaggio di scarti vegetali) è più lungo ma il processo, se ben condotto, porta a un buon materiale compostato.
4. un'informazione operativa: io avevo fatto delle prove (anno 1999) aggiungendo elementi nutritivi (N, P, K, S) alle matrici da compostare; per quanto riguarda l'azoto avevo messo ca. 1 kg di urea per metro cubo di materiale da compostare;
5. va valutata l'efficienza economica di tale operazione.


La produzione di compost di qualità derivante da matrici organiche prevalentemente derivanti da scarti verdi (residui vegetali provenienti da attività di manutenzione, ed altro) è un'iniziativa ammissibile su un'unità produttiva con destinazione d'uso H (agricola), rappresentata da un capannone attualmente adibito a stalla ed oggetto di un futuro progetto di ammodernamento e ristrutturazione per adibirlo secondo le finalità della nuova iniziativa. Nel caso in cui, l'azienda venisse iscritta con un codice ISTAT di attività manifatturiera, ovvero n. 37.20 - attività di recupero e preparazione per il riclaggio dei rifiuti solidi urbani, industriali e biomasse - tale attività è ammissibile in area agricola o va incontro a vincoli ambientali? in tal caso di quali autorizzazioni necessita?

Le procedure per iniziare un'attività di compostaggio che produca un compost di qualità (secondo le caratteristiche individuate dalla legge n. 748/84 e succ. modd.) possono essere due: il sistema autorizzativo e il sistema della comunicazione. Entrambre sono legittimate dall'articolato e dai decreti attuativi del Decreto lgs. n.22/97.
Vediamo alcuni punti che possono interessarvi con particolare riferimento al quesito posto:

Il sistema autorizzativo
Il D.lgs. 22/97 (decreto Ronchi) prevede che la realizzazione e l esercizio di impianti di recupero di rifiuti siano subordinate all approvazione del progetto, all autorizzazione alla realizzazione (art.27) e all autorizzazione all esercizio (art.28) da parte della Regione. L approvazione sostituisce visti, pareri autorizzazioni e concessioni di organi regionali, provinciali e costituisce all occorrenza variante allo strumento urbanistico comunale; comporta inoltre dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dei lavori.

La procedura semplificata per il recupero mediante compostaggio: il regime di comunicazione
Rientrando tra le operazioni di recupero elencate in Allegato C del D.lgs 22/97, possono essere effettuate in regime di procedura semplificata (articoli 31 e 33), essendo state emanate le norme tecniche relative e le specifiche prescrizioni relative al recupero di Rifiuti compostabili (Voce 16 di cui al D.M. 5 febbraio 1998). La costruzione dell impianto è assoggettata, ai sensi dell art.31, comma 6 del D.lgs 22/97, alla normativa che regolamenta la realizzazione degli impianti industriali (concessione edilizia, autorizzazione ex DPR 24 maggio 1988 n.203 in materia di emissioni in atmosfera etc.&.).
Se l attività è effettuata nel rispetto delle citate norme tecniche e prescrizioni specifiche emanate dal Ministro dell Ambiente, la gestione dell impianto può essere attuata previa comunicazione di inizio attività alla Provincia competente, e può essere iniziata dopo 90 giorni dalla comunicazione.
Quindi per il quesisto sulla destinazione d'uso dell'area sembra chiara la destinazione industriale del sito sede d'impianto.


Gentilmente potete dirmi se i "limiti allegato 1.c legge 748/84" che> trovo sul vostro sito sono aggiornati a eventuali ultime modifiche e se sapete di eventuali futuri (prossimi) aggiornamenti legislativi?

I limiti che trovate sul sito sono gli ultimi ritocchi che ha avuto la legge 748/84 per quanto riguarda il compost. Gli allegati sono sempre in continua evoluzione e forieri di essere modificati secondo le necessità. A breve scadenza non si ravvisano modifiche sostanziali. C'è sicuramente da lavorare sulle analisi biologiche (trematodi, cestodi, nematodi) e microbiologiche (salmonelle, enterobacteriacee, streptococchi) che non prevedono metodiche analitiche specifiche all'interno della stessa norma e quindi soggette all'alea delle metodiche "prese a prestito" dall'analisi delle acque e dei fanghi, ovvero substarti diversi dal compost. Per giunta alcune di queste analisi (tranne evidentemente le salmonelle) sono analisi scarsamente indicative della qualità e della "sanitizzazione" del materiale compostato. Ciò è confermato anche dall'ultimo rapporto ISTISAN (Pubblicazione dell'Ist. Superiore di Sanità) che è disponibile in questo sito fra i temi di interesse.


 

 COMPOSTAGGIO DOMESTICO

1) Come posso ridurre al minimo le operazioni di gestione del cumulo?

E’ bene scegliere un’area che disti almeno 60 centimetri dalle strutture di legno presenti nel giardino (es. staccionate), man mano che si accumulano i rifiuti prodotti con la gestione del verde (non scarti di cucina), vengono gettati in questo cumulo. Dopo un periodo che può variare da sei mesi a due anni il cumulo sarà diventato compost.

2) Quanto tempo occorre affinché il cumulo giunga a maturazione e diventi compost?

Da sei settimane a due anni. Dipende dagli "ingredienti" immessi nel cumulo, da quanto spesso questo viene rivoltato, dalle sue dimensioni, dalla composizione e dal livello di areazione. Diciamo che sei settimane sono il tempo minimo necessario per ottenere un compost di buona qualità, anche se un tempo così breve implica una particolare attenzione nella gestione del processo.

3) I miei vicini utilizzano dei pesticidi e diserbanti, posso utilizzare i loro scarti di potatura per alimentare il mio cumulo?

Si tratta di una questione piuttosto dibattuta. In genere la risposta è no, dato che non possiamo sapere che tipo di sottoprodotti si genereranno. Infatti, dalla decomposizione dei pesticidi e degli altri prodotti chimici si ottengono sottoprodotti che potrebbero essere anche più tossici dei prodotti chimici originari. Si consiglia in genere di compostare alcuni pesticidi con il metodo di compostaggio "a caldo" e lasciando maturare il cumulo per almeno un anno. In alcune pubblicazioni specifiche si indica che il compostaggio, essendo un processo di decomposizione accelerata, è in grado di biodegradare alcuni elementi molto più rapidamente di quanto avvenga con la biodegradazione nel suolo.

4) Sto utilizzando per il mio giardino una miscela di materiali compostati contenente letame equino e segatura; il mio vicino ritiene che potrebbe rendere il terreno troppo acido. Cosa ne pensate?

In un cumulo di compost "sano" il pH dovrebbe essere equilibrato (diciamo vicino a 7 come valore) dal processo di compostaggio stesso. Durante il processo è possibile che il valore si alteri verso l’acidità, ma il prodotto finito sarà bilanciato. Il compost è spesso usato per portare i terreni acidi o alcalini nuovamente in equilibrio. Tuttavia, se la segatura che viene utilizzata è di pino e se il cumulo non ha abbastanza ossigeno (per esempio, se non viene rivoltato spesso), il compost potrebbe diventare acido. Specificamente è bene informarsi sull’origine della segatura, ma se fossero impiegati anche altri materiali acidi, come gli aghi del pino o la quercia, e il cumulo va in anaerobiosi, potrebbe diventare acido anche il prodotto finale.

Una soluzione potrebbe anche essere prelevare un campione e sottoporlo ad analisi di laboratorio per maggior sicurezza.

5) Cosa fare per evitare il generarsi di cattivi odori dal cumulo?

Potrebbe darsi che il cumulo non sia abbastanza arieggiato. Va quindi rivoltato frequentemente e bisogna assicurarsi che sia composto da materiali diversi per tipologia e dimensioni. Potrebbe anche essere che sia troppo bagnato, e in questo caso aggiungere materiali più asciutti (con una varietà di strutture e di formati) e rivoltare spesso. Se ha un odore di ammoniaca, è presente un livello elevato di azoto. Aggiungere quindi più materiali con carbonio (es. foglie).

6) Il centro del cumulo è bagnato e caldo, ma non le parti esterne.

Se il cumulo è di dimensioni inferiori a 1 metro cubo, è troppo piccolo per potersi riscaldare. Aggiungere quindi più materiale. Il cumulo potrebbe essere troppo asciutto e in questo caso dovrebbe essere bagnato e rivoltato contemporaneamente. Assicurarsi che i materiali contenenti azoto e carbonio siano presenti nel cumulo. Se tutto il materiale azotato è nel mezzo e il carbonio nelle altre parti laterali, il cumulo si riscalderà solo per metà.

7) Il cumulo è umido e ha un buon odore, ma non si sta riscaldando.

Anche i batteri più energici funzioneranno soltanto al massimo della propria capacità per periodi lunghi. Se è passata più di una settimana da quando è stato costituito il cumulo, a meno che non venga controllato e rivoltato circa ogni tre giorni, "la fase calda" è terminata. Se è stato appena costituito e non riscalda ma si sente un odore dolce, non c’è abbastanza azoto od ossigeno. Aggiungere quindi materiali ad alto contenuto di azoto, e procedere con le operazioni di rivoltamento. Il cumulo potrebbe anche essere troppo piccolo, assicurarsi che il volume sia di almeno un metro cubo.

8) Nel mio cumulo c’è troppa acqua

Aggiungere materiali secchi (diverse tipologie e misure) e rivoltare. Se è proprio bagnato, rivoltarlo completamente in modo da arieggiarlo e separare le parti che si sono attaccate insieme. Occorre anche capire il motivo per cui il cumulo è troppo bagnato. Se è stata aggiunta troppa acqua, è bene ricordarsene per la volta successiva, se c’è stato un temporale prevedere la copertura con telo in plastica. Se il cumulo non è dotato di un buon sistema di drenaggio, provare a variarne la composizione e a rivoltare più spesso.

9) Il mio cumulo è troppo secco

Aggiungere l’acqua, ma assicurarsi che l’acqua sia stata assorbita dal cumulo. Annaffiare frequentemente un cumulo dall’alto non funziona perché i materiali asciutti così non riescono ad assorbire l’acqua. In questo caso, rivoltare il cumulo separandolo e reimpilandolo, innaffiando ogni strato. Potrebbero non essere sufficientemente presenti rifiuti verdi freschi nel cumulo e in questo caso vanno aggiunti. Determinare il motivo per cui il cumulo è diventato troppo asciutto. Se non è stato innaffiato abbastanza all’inizio, occorre ricordarsene per la prossima volta. Ricordare che il cumulo dovrebbe contenere circa il 40 - 50% di umidità, ovvero molta acqua. Se la siccità proviene da una perdita di acqua, ricordarsi di inumidire il cumulo quando viene rivoltato e coprirlo con della plastica per prevenire che l’umidità evapori.

10) Il mio cumulo è infestato da lumache, come posso liberarmene?

Non c’è motivo di preoccuparsi, le lumache sono degli ottimi "decompositori", che favoriscono quindi il processo di compostaggio. Se dovessero rimanere delle lumache a maturazione del cumulo avvenuta, assicurarsi di rimuoverle prima dell’impiego del compost nel giardino.

- Interventi sulla localizzazione del cumulo

Non andrebbe collocato nelle immediate vicinanze di un orto. Alle lumache se viene data la possibilità di scegliere, preferiscono spesso il cumulo al giardino proprio per la sua composizione. Se il cumulo e il giardino sono troppo vicini, le lumache potrebbero fare avanti e indietro creando dei problemi.

- Eliminazione delle lumache

Se nel giardino sono già presenti delle lumache o se non si desidera che siano presenti nel cumulo, provare una delle seguenti soluzioni. Ovviamente, è bene prestare attenzione ai prodotti chimici, e sempre indossare guanti, maschera anti-polvere e leggere le istruzioni dei prodotti utilizzati. Si consigliano le trappole alla birra perché sono le più innocue e non danneggiano l’ambiente. Tutti gli altri metodi potranno uccidere insieme alle lumache anche altri organismi "benevoli"; è bene tenerlo presente se si pensa di aggiungere prodotti chimici al cumulo per eliminare le lumache.

Ecco alcune soluzioni anti-lumaca:

  1. Fate un buco e posizionateci un piatto di plastica o una brocca circondandoli di polvere. Riempite il contenitore che avrete interrato di birra alla sera. Le lumache saranno attratte nel buco e annegheranno.
  2. Porre un piano di legno a terra vicino l’infestazione di lumache. Le lumache andranno sotto la tavola quando esce il sole; rivoltare quindi la tavola e raschiare le lumache in un vaso di sale.
  3. Spolverare la zona infestata con terra di diatomee, utilizzando il tipo per orticoltura non per piscine, ossa sminuzzate, o fosfato colloidale. E’ una soluzione anche cospargere di terra di diatomee direttamente il terreno attorno alle piante.
  4. Preparare un te’ a base di pepe e aglio, unitelo alla terra di diatomee e spruzzatelo. Le tipologie di pepe da usare includono il Jalapeno, il Habenero, o Cayenna. Non utilizzate più di 3 cucchiaini da tè di terra di diatomee (che si presenta sotto forma di polvere) per circa 3,5 litri di te’.
  5. Procuratevi il piretro, la sabadilla o il rotenone e seguite le indicazioni del fornitore (sono sostanze naturali ma potenti, fare attenzione).
  6. Prevenzione: si ritiene che il rosmarino sia in grado di tenere lontane le lumache, che sono assai gradite ad anatre e rospi.

11) E’ vero che non si dovrebbe usare legname trattato per costruire una compostiera, dato che potrebbe contaminare il compost? Che fare se già ho costruito uno scomparto con legname trattato?

  1. Potete verniciarli con la vernice al lattice, che una volta asciugata rende innocui i materiali chimici. Poiché questo potrebbe comportare un certo impegno per la manutenzione, provare prima la seconda soluzione
  2. Si potrebbero mettere prodotti a base di carbone attivo, es. NORIT, intorno ai bordi del cumulo di compost che è a contatto con il legno trattato. Questi prodotti sono in grado di bloccare le sostanze chimiche in modo che non possono essere liberate.

12) In qualità di assessore di un piccolo comune del Piemonte che sta progettando una massiccia campagna in favore del compostaggio domestico, desidererei avere un chiarimento di carattere tecnico. E' risaputo che le discariche di rifiuti indifferenziati producono metano, uno tra i gas responsabili dell'effetto serra, con una capacità di trattenere il calore solare venti volte superiore all'anidride carbonica.
Anche i piccoli composter familiari producono metano? In misura proporzionalmente uguale?

Assolutamente NO!
Il compostaggio - a qualsiasi livello di decentramento si compia, dal compostaggipo domestico fino all'impianto di compostaggio - è un processo aerobico che, se condotto correttamente, sviluppa da parte dei microrganismi, così come tutte le "respirazioni", CO2 e H2O, oltre ad una minima parte di metaboliti secondari.
Quindi, essendo un processo aerobico ed ossidativo (che avviene sempre in presenza di aria), non produce metano se non in piccolissime quote laddove si verificano fenomeni di microanaerobiosi.

13) In questo periodo c’è un’abbondanza di bucce di agrumi nel compost che sto facendo in campagna. Possono creare dei problemi?

No, le bucce d'arancia non creano alcun tipo di problema a patto che siano in miscela con altre matrici compostabili. Comunque richiedono tempi da degradazione e trasformazione più lunghi a causa della presenza di cere.